Come utilizzare al meglio la tua nuova reflex digitale (seconda parte)

Ecco la seconda parte in cui tratteremo ISO, bilanciamento del bianco e messa fuoco, ricordiamoci sempre però che la tecnica è importante ma almeno quanto continuare la sperimentazione sul campo delle tecniche acquisite.

ISO

La sensibilità ISO è il terzo fattore legato all’esposizione. Si riferisce alla sensibilità alla luce della pellicola o del sensore. Quando si usavano ancora i rullini, si potevano comprare in base al loro valore ISO e si teneva quella determinata impostazione sulla fotocamera fino a che non era esaurita la pellicola. Sulle fotocamere digitali moderne invece è possibile regolare la sensibilità ISO a ogni scatto, e sono disponibili molti più livelli di regolazione. Mentre prima quasi tutti usavano pellicole con valori ISO tra 100 e 800 (anche se erano disponibili pellicole con ISO inferiori e superiori), ora non è raro vedere sensori digitali che possono essere impostati su valori di ISO pari a 25600 o più. Inoltre, mentre con le vecchie fotocamere a pellicola la sensibilità ISO era un numero fisso che si doveva utilizzare fino all’esaurimento del rullino, con i sensori digitali questa impostazione si può variare a piacimento per regolare l’esposizione. Per esempio, impostando l’ISO su 1600, un valore relativamente alto, il sensore della fotocamera diventa più sensibile alla luce che attraversa l’obiettivo ed è quindi in grado di catturare un’immagine anche in condizioni di scarsa luminosità. In questo modo è possibile utilizzare velocità dell’otturatore maggiori per evitare l’effetto mosso delle immagini. Questa tecnica è particolarmente efficace quando si scatta in un ambiente poco illuminato o con obiettivi molto lunghi che lasciano arrivare meno luce al sensore.

 iso  iso

ISO 800

 ISO 6400

Il problema quando si aumenta l’ISO è che la maggior sensibilità del sensore crea immagini di qualità inferiore, con più “rumore”. Il rumore può essere descritto come un effetto granuloso o di colorazione alterata nell’immagine. Più alto è il valore ISO, maggiore sarà il rumore. A certi livelli e in certi tipi di scatto, il rumore delle immagini scattate con alti valori ISO può essere appena percettibile, ma basterà ingrandire l’immagine per notare una texture granulosa e colori alterati. In alcuni casi, come quando si scattano immagini notturne, un’impostazione ISO alta permette di ridurre l’apertura o aumentare la velocità dell’otturatore per catturare immagini nitide, ma non è un metodo infallibile. Quando è possibile, un’immagine scattata con un ISO più basso sarà più ricca e dai colori meglio delineati rispetto a una ottenuta con un ISO più alto. Ci saranno volte in cui, spinto da un impulso creativo, vorrai impostare l’apertura e la velocità dell’otturatore in modo tale da richiedere un ISO più alto per ottenere un’immagine nitida. In quei casi, sarai contento di possedere una fotocamera che permette di impostare valori di sensibilità ISO anche molto elevati.

Una visione di insieme

Anche se l’ISO è l’ultimo fattore che abbiamo discusso, è il primo che deve essere impostato prima di iniziare a scattare, in base alla quantità di luce presente nell’ambiente in cui si lavora. Durante una giornata soleggiata, è consigliabile impostare un ISO tra 100 e 400. In base a quello, potrai poi stabilire l’apertura e la velocità dell’otturatore di volta in volta per ogni scatto. Ricorda che per ottenere la giusta esposizione dovrai fare varie prove. Inoltre, ricorda che sulla tua fotocamera, oltre alla modalità programma (P) e quella manuale (M), dove si ha il controllo totale su tutte le impostazioni, saranno presenti altre modalità come quella che dà priorità all’apertura (A o Av), in cui si imposta l’apertura e la fotocamera regola di conseguenza la velocità dell’otturatore, e la modalità che dà priorità all’otturatore (S o Tv), lasciandoti decidere la velocità dell’otturatore e impostando automaticamente l’apertura.

Man mano che imparerai a usare la tua fotocamera, capirai quando è meglio usare ciascuna di queste modalità. Se invece stai ancora lavorando in modalità programma, c’è un’ultima impostazione per l’esposizione che può aiutarti a ottenere lo scatto perfetto. Si chiama “compensazione dell’esposizione”, o anche “bracketing dell’esposizione”, ed è generalmente indicato da un tasto +/- o un valore digitale impostabile su +1, +2, -1, -2. Lo si può considerare come una regolazione dell’esposizione da eseguire all’ultimo minuto, in frazioni di uno stop. Se la tua fotocamera si imposta in maniera automatica e, guardando attraverso il mirino o nello schermo LCD noti che l’immagine appare leggermente chiara o scura (soprattutto nelle ombre o nei punti maggiormente illuminati), puoi impostare questo parametro nel range positivo per rendere l’immagine più chiara o sul negativo per renderla leggermente più scura. La regolazione generalmente avviene in intervalli da 1/3 di stop, e mentre questa funzione compensa unicamente l’esposizione, viene utilizzata da moltissimi fotografi, più o meno esperti, per ottenere lo scatto desiderato. Sperimenta con questa funzione per capire che effetto ha sui tuoi scatti.

Bilanciamento del bianco

Quando si scattano fotografie a colori, un altro fattore importante da tenere in considerazione è il bilanciamento del bianco. Come molti altri parametri sulla tua nuova fotocamera, il bilanciamento del bianco può essere impostato in automatico: in questo caso la fotocamera sceglierà un livello adeguato in base al colore della luce che raggiunge il sensore. Molti fotografi preferiscono lasciare alla fotocamera il compito di impostare il bilanciamento del bianco, per potersi concentrare sull’esposizione e la composizione dello scatto. Ma vediamo brevemente insieme come il bilanciamento del bianco influisce sulle immagini che puoi ottenere con la tua fotocamera.

 White Balance  White Balance

Immagine senza bilanciamento del bianco

 Immagine con bilanciamento del bianco

Generalmente all’occhio umano la luce appare bianca o incolore. Tuttavia, ogni fonte luminosa ha un colore differente: per esempio, i tubi a neon hanno una tonalità verdastra, mentre la luce delle lampadine a incandescenza è più calda e giallastra o arancione. Il bilanciamento del bianco di una fotocamera si regola in base al colore della luce presente nell’ambiente in cui si scatta. Con le fotocamere tradizionali, il bilanciamento del bianco si controlla per mezzo di filtri o con diversi tipi di pellicola, mentre sulle fotocamere digitali le cose sono più semplici. È possibile impostare un bilanciamento del bianco neutro con un apposito cartoncino grigio al 18%. Basta fotografare il cartoncino sotto la luce che poi si userà per scattare il resto delle foto. Cerca di inquadrare tutto il cartoncino; a seconda della fotocamera, potrebbe essere meglio fotografarlo fuori fuoco.

Dopo aver scattato una foto, vai al menu di impostazione del bilanciamento del bianco sulla tua fotocamera e imposta il bilanciamento del bianco finché non è uguale all’immagine, modificando i valori del colore in modo tale che i grigi siano uguali sia nell’immagine che dal vivo. Semplice. Un altro trucco ancor più semplice, ma forse non altrettanto preciso, per impostare il bilanciamento del bianco sulla tua fotocamera è di andare al menu del bilanciamento del bianco sulla fotocamera e impostare il bilanciamento su luce naturale, nuvoloso, luce artificiale, neon, eccetera e controllare i risultati in tempo reale sullo schermo della fotocamera o scattando una foto con ogni impostazione, fino a raggiungere il risultato desiderato. Il bilanciamento del bianco, ancor più dell’esposizione, è un fatto soggettivo. A meno che tu non debba scattare una foto esattamente identica alla realtà (per esempio, se stai realizzando un servizio professionale per un prodotto o un articolo di abbigliamento), sta a te decidere se preferisci ottenere una tonalità più fredda o più calda.

Messa a fuoco

La messa a fuoco è un altro elemento essenziale che devi imparare a conoscere per utilizzare al meglio la tua nuova fotocamera. La maggior parte degli obiettivi consente di utilizzare la modalità autofocus senza problemi, e molti fotografi vi fanno affidamento. Ci sono però occasioni in cui non funziona, o in cui comunque è meglio utilizzare la messa a fuoco manuale. Per esempio quando si scatta con scarsa luminosità, attraverso una superficie trasparente come una finestra, o quando si vuole ritrarre soggetti in movimento. In questi casi, la fotocamera cercherà di individuare il soggetto da mettere a fuoco, e potrebbe non trovarlo abbastanza velocemente da riuscire a catturarlo. Inoltre, anche se è possibile regolare i punti di messa a fuoco all’interno dell’inquadratura (e le fotocamere professionali hanno numerosi punti di messa a fuoco automatica), spesso l’autofocus si fissa sull’elemento che si trova al centro dell’inquadratura, anche quando vorresti mettere a fuoco un elemento che si trova in un altro punto. Per risolvere questo problema, la tua fotocamera è dotata di un tasto per il blocco dell’autofocus, che in genere si trova sul retro della fotocamera vicino a dove si appoggia il pollice, spesso vicino al mirino. Dopo aver messo a fuoco il soggetto desiderato (in modalità automatica o manuale), basta mantenere premuto questo tasto e ricomporre l’immagine nella maniera desiderata, poi scattare.

Focus

La tua reflex digitale è probabilmente dotata di tre modalità di messa a fuoco: manuale, autofocus singolo e autofocus continuo. L’autofocus continuo è ideale quando si devono ritrarre diversi soggetti o si segue un soggetto in movimento. Tuttavia, a seconda della qualità della fotocamera e dell’obiettivo, l’autofocus continuo potrebbe confondersi e rimettere a fuoco al momento sbagliato. Anche in questo caso, si può ricorrere al blocco dell’autofocus. E ovviamente c’è sempre la messa a fuoco manuale, che però essendo controllata dal fotografo può essere imprecisa e lenta. Basterà comunque un po’ di pratica per migliorare. La soluzione ideale è una combinazione di messa a fuoco automatica e manuale, che si può ottenere con un obiettivo con override manuale della messa a fuoco. Questo tipo di obiettivo può essere usato in modalità autofocus, ma permette di modificare manualmente la messa a fuoco senza bisogno di cambiare modalità di funzionamento sul corpo macchina, permettendoti di intervenire anche quando l’autofocus non è in grado di mettere a fuoco come desideri.

Il bello è che si può sperimentare liberamente, modificando le varie impostazioni e vedendo immediatamente i risultati, per poi cancellare tutto e ricominciare da capo. Approfittane per scattare finché non sei soddisfatto del risultato. Usa la fotocamera in modalità automatica e analizza le immagini che si ottengono. Se vuoi fare una foto al volo e non hai tempo di regolare l’ISO, scattala in modalità automatica ma controlla le impostazioni dopo lo scatto per vedere cosa ha scelto la fotocamera e cosa puoi modificare per migliorarle. Ma soprattutto, non smettere mai di sperimentare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *