Lunghezza Focale (seconda parte)

Immagini mosse

Un “effetto collaterale” della lunghezza focale è il movimento dell’immagine, della fotocamera o dell’obiettivo. Quando si tiene una fotocamera a mano libera, non importa quanto siate fermi, tra le mani e le braccia e le meccaniche della fotocamera, qualcosa si muoverà quando di preme il pulsante di scatto. Questo movimento provoca una vibrazione più o meno marcata nell’immagine; a volte non si nota e altre volte, parecchio e la foto appena scattata è da buttare. Oggi come oggi a parte l’aver perso uno scatto, si spera non importante, il costo è nullo, con le fotocamere digitali è suffciente cancellare l’immagine sbagliata ma solo qualche anno fa, quando ancora la pellicola imperava, erano soldi buttati.

Sfortunatamente, quando ti avventuri nel regno delle lunghezze focali importanti, questo movimento è amplificato dal fatto che il campo visivo dell’obiettivo è più piccolo di quello degli obiettivi grandangolari o normali. Pertanto, è più difficile ottenere un’immagine nitida a lunghezze focali da teleobiettivo, in particolare lunghezze focali estreme, se non prendi le giuste precauzioni.

Per contrastare questa vibrazione quindi, è possibile stabilizzare la fotocamera su un treppiede o altri supporti o ridurre la durata di apertura dell’otturatore. Maggiore è la velocità dell’otturatore, minore sarà il movimento acquisito. Al fine di mantenere la stessa esposizione, potrebbe essere necessario aumentare l’apertura del diaframma o aumentare la sensibilità ISO, anche queste possibilità hanno dei limiti, oltre un certo ISO si introduce il rumore digitale e l’apertura del diaframma è limitata dall’obiettivo.

La regola generale, empirica ma efficace, per mantenere una velocità dell’otturatore sufficiente, ad evitare la comparsa di vibrazioni nell’immagine è usare una velocità dell’otturatore equivalente alla lunghezza focale impostata. Pertanto, scattando a 300mm dovresti impostare una velocità dell’otturatore di 1/300 di secondo (meglio se più veloce) e regolare l’apertura del diaframma e/o ISO, per aiutarti a raggiungere almeno quella velocità .

Molti fotografi alle prime armi, sono erroneamente convinti che i sistemi di antivibrazione delle ottiche o delle fotocamere, siano sufficienti ad ottenere una immagine priva di mosso. Purtroppo non è cosi, tutti i sistemi che i produttori negli anni, hanno introdotto facilitano il raggiugimento di questo scopo ma è sempre necessario avere tempi di scatto sufficientemente rapidi per evitare il mosso o il micromosso, quest’ultimo molto spesso scambiato per un difetto ottico dell’obiettivo.

Prospettiva

L’altra cosa su cui hanno effetto le lenti di diverse lunghezze focali è quella che è nota come “prospettiva”. Per dirla in parole povere, gli obiettivi grandangolari distorcono la scena e i teleobiettivi comprimono le distanze.
All’inizio, potresti pensare che per ottenere lo stesso campo visivo con obiettivi di diversa lunghezza focale, tutto ciò che devi fare è avvicinarti o allontanarti dal soggetto. Questo è parzialmente vero, ma il modo in cui l’immagine cambia sarà molto evidente.
Se ci si avvicina a un soggetto con un obiettivo grandangolare, le caratteristiche di distorsione di tale obiettivo distorcono il soggetto. Scatta un ritratto di un amico da vicino, con un obiettivo grandangolare o fisheye e chiedi se gli piace l’immagine ottenuta. Le probabilità sono pari a zero, magari la foto in generale potrebbe essere interessante ma il ritratto si avvicinerà più ad una caricatura che alla realtà.
Un obiettivo standard fornirà la prospettiva più normale del soggetto inquadrato.
Quando scatti attraverso un teleobiettivo, vedrai l’immagine praticamente “appiattita”. Ciò significa che l’immagine sembrerà avere una profondità inferiore: lo sfondo dietro il soggetto apparirà molto più vicino e il tuo ritratto sarà più lusinghiero per il soggetto, in questo caso è molto più facile che il soggetto del ritratto apprezzi il tuo sforzo fotografico.
Come fotografo, dovremmo sempre tenere presente come gli obiettivi di diverse lunghezze focali, influenzano il modo in cui le nostre immagini appaiono in termini di nitidezza, distorsione e prospettiva. Per fortuna, su questo argomento, la maggior parte della matematica può rimanere ad appannaggio degli ingegneri, a noi invece, solo lo sperimentare fotografando e usando le considerazioni scritte finora, farà la differenza!

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